Eppure, a milleottocento chilometri e dodici miglia marine di distanza, le cose stanno diversamente. Molto diversamente. Da Grimsby a Porto Viro si scrive il futuro che verrà in un altro modo. Niente slogan urlati a squarciagola dentro i megafoni, né striscioni, né polizia in assetto antisommossa. Ma bicchierate e partite a ping pong per ingannare la monotonia di vedere solo il mare a 360 gradi. Da una parte, quella del boicottaggio, c’è la compassata Inghilterra e dall’altra, quella delle bicchierate c’è la solitamente attaccabrighe Italia. Allora è vero «che il mondo va alla rovescia», come dice Nello Messina, vicepresidente della Irem, l’azienda siracusana, da giorni è costretta a subire il duro ostruzionismo degli operai britannici. Che a Grimsby non vogliono nemmeno vedere affacciarsi un tecnico italiano, per paura di perdere il proprio posto di lavoro.
«Evidentemente sono male informati – aggiunge Messina che, trent’anni fa con un altro socio ha fondato la Irem e oggi ha commesse in tutto il mondo – perché non sanno che in questo momento ci sono operai inglesi che stanno tranquillamente, e ci mancherebbe altro, lavorando in Italia. Come noi, nel rispetto delle leggi, possiamo lavorare in casa loro». Vero, verissimo. Tutto ciò accade non nel Paese delle Meraviglie, ma a bordo della piattaforma del rigassificatore offshore che si sta costruendo in Adriatico, al largo della costa di Porto Viro (Rovigo).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325922